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Introduzione
Aveva i capelli bianchi, nonna Aloisia, quando si decise a dirmi finalmente la verità; ogni domenica, per tanti anni, preparava per figli e nipoti la sua torta, per un esaltante momento di calore e di intimità familiare che si consumava - quasi un rito - nella vecchia stube, su al maso Girtler.

Nonna Aloisia dava sempre una falsa ricetta: mi confidò quella giusta quando, dopo un'estate passata assieme a malga Sennerberg a preparare ricotta e formaggio, capì che la mia predisposizione per i fornelli era qualcosa di più che una passionaccia, fu un atto d'amore che raccolsi come l'ultimo, grande dono di una donna meravigliosa.

Non tornai più, da quell'autunno, a Bolzano, dove la mia famiglia abitava: ci trasferimmo definitivamente nel vecchio maso a Kaltenbrunn, in Valgiovo, dove stava la felicità; il fieno al piano alto, le bestie, l'orto, la neve spessa e il frusciare del ruscello, gli aspri profumi del primo vino al travaso e del ginepro alla stagionatura dello speck. Di fronte, come un gigante buono che protegge dalla tormenta a dal gelido vento del Nord, il Weisshorn, con le immani crepe scure a spezzare i pampini e i diorami disegnati dal ghiaccio e dagli ultimi mughi.

Maso Bartiler, il più vecchio della valle, il mio maso, tutto il mio mondo, fu distrutto in poche ore dal fuoco, la mattina del 18 dicembre 1994, mentre - il cuore gonfio di gioia - ci apprestavamo a portare al fonte battesimale la mia primogenita Elisa.

E allora ho pensato di non tenere solo per me, neanche per un minuto, i segreti che nonna Aloisia mi aveva donato: per far conoscere i grandi tesori del vecchio focolare tirolese a chi mi vuol bene. Ho messo su carta le esperienze della mia attività professionale, arricchite, via via nel tempo, all'Hilton di Monaco con lo chef Urbansky, a Novara, a Merano, a Trento, all'Aquila Nera di Vipiteno, all'Adler di Villabassa, dov'è ora il mio cuore e la mia casa.

C'è tanto del mio, della mia fantasia in libero, spazioso volo. Ma cosa vuol dire creare, interpretare un sapore, un gusto, una sensazione? E' solo un tuffo nella meravigliosa avventura di una cucina messaggera di tradizioni antiche come il tempo, radicata nei luoghi e nelle abitudini di un popolo, sì, proprio nell'Heimat. Cambiando e modificando secondo i gusti dell'oggi, innovando quel tanto che basta a migliorare senza stravolgere. Buon viaggio, a questo mio piccolo ricettario. Vorrei solo che servisse a ricordare. Il libro resta, come le montagne. Minimo segno di un'epoca, di un tempo; anch'io ho voluto fare la mia parte, come un lieto dovere. Buon viaggio a chi avrà la pazienza di seguirmi; buon viaggio a te, mia piccola Elisa: ti dedico questo libricino - come si usava un tempo, passando il quaderno delle ricette di famiglia di generazione in generazione - affinché possa trovare, negli anni a venire, le stesse gioie della tua bisnonna.

Helene
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