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L’Alto Adige fra cultura e tradizioni: un viaggio nei meandri del tempo

Ci sono poche regioni al mondo in cui è stato possibile conservare la cultura e le tradizioni antiche. La popolazione dell’Alto Adige in questo, è stata piuttosto abile, favorendo una costante riproduzione di usanze che altrove sarebbero state presto dimenticate. Basti pensare alle feste popolari, ai prodotti tipici altoatesini, ai canti, alle melodie, alle leggende antiche e al dialetto per intraprendere subito un viaggio estremamente interessante che ci conduce nei meandri più caratteristici dell’intero Alto Adige.

E allora quale occasione migliore per conoscere in maniera più approfondita il popolo altoatesino che puntualmente ci stupisce con il suo particolare amore per il passato. L’essere fieri delle proprie usanze, rintracciabili nella vita di tutti i giorni, descrive di per sé un popolo e un territorio unico e variegato che riconosce con particolare sensibilità le proprie origini.

Esempi chiave della tradizione altoatesina potrebbero essere in primo luogo i costumi tipici locali (ted. Die Tracht) maschili e femminili, contraddistinti entrambi da una particolare attenzione per i dettagli così come per l’utilizzo delle stoffe. Il costume tipico femminile prevede una camicetta bianca di lino con pizzi lavorati al tombolo, un corpetto, una gonna di Wiefling (stoffa mista di lana e lino) o loden, calze lavorate all’uncinetto e scarpe nere. In sostituzione al Tracht si può indossare il Dirndl, un costume tipico che nel corso delle epoche si è leggermente adattato ai tempi moderni. Questo evita corpetti stretti e gonne troppo lunghe e pesanti, favorendo un abbigliamento più pratico.
Il costume tipico maschile comprende invece una camicia di lino o cotone, un panciotto (il cui colore dipende dal paese di origine), le bretelle bordate di lana, pantaloni lunghi in loden oppure corti fino al ginocchio ma in pelle (questi ultimi accompagnati da bretelle in cuoio), calzini lunghi e scarpe di cuoio scuro allacciate lateralmente.
I costumi tipici altoatesini vengono usati ancora oggi durante le feste religiose, le feste popolari, i matrimoni e i lutti.

Loden e pizzi lavorati al tombolo, parti integranti dei costumi tipici altoatesini, sono in realtà elementi fondamentali della tradizione tessile sudtirolese. La parola “loden” significa “tessuto grezzo” ed è un materiale che si ottiene dalla lana. Questa, dopo la tosatura, viene cardata, filata e poi infeltrita, fino a rendere il tessuto impermeabile. Nell’antichità il loden era usato soprattutto nell’abbigliamento dei contadini; successivamente esso iniziò ad essere utilizzato anche dalla nobiltà austroungarica, soprattutto per uscite di caccia o passeggiate in montagna. Il suo colore originario era prettamente il grigio; in seguito il loden venne prodotto in bianco, rosso, nero e verde. Oggi la parola “loden” ha un senso più ampio che, oltre a descrivere la stoffa, identifica il cappotto realizzato con questo panno.
La prima località dell’Alto Adige in cui ha avuto inizio la realizzazione di pizzi al tombolo è stata la Val di Tures e Aurina. All’epoca in cui la miniera del rame di Predoi cessò la sua attività (1893), l’allora parroco Franz Kleinlercher dovette escogitare una nuova fonte di guadagno per le famiglie senza lavoro. Fu così che vennero organizzati dei corsi per consentire alle donne del posto di apprendere l’arte dei pizzi al tombolo. Questa particolare forma di artigianato si è diffusa poi in tutto l’Alto Adige, fino a diventare parte integrante del costume tipico locale.
C’è da dire inoltre che anche il feltro svolge un ruolo piuttosto significativo nell’abbigliamento dell’Alto Adige. Si pensi ad esempio alle tipiche pantofole sudtirolesi, (dette “Toppar”) completamente realizzate in feltro, tra cui, quelle più originali e conosciute, derivano direttamente dalla Val Sarentino.

L’artigianato artistico dell’Alto Adige include certamente l’intaglio del legno, attività indiscussa e di origine gardenese, conosciuta ormai in Italia come in Europa, per le sue particolari forme di espressione artistica; un esempio sono le statue in legno della Val Gardena. L’arte di intagliare il legno ha avuto inizio allorquando l’agricoltura non era più sufficiente come unica fonte di guadagno pertanto, gli abitanti gardenesi, iniziarono a produrre attrezzi in legno per la lavorazione dei campi. Successivamente gli scultori iniziarono a produrre oggetti d’arte sacra (crocifissi, statuine e presepi) mettendo in mostra una straordinaria maestria nelle forme. La lavorazione del legno è oggi quasi come un biglietto da visita per l’Alto Adige, tanto che è stata fondata un’associazione, dal nome UNIKA, che annualmente nel mese di settembre, organizza a Ortisei l’esposizione delle sculture di legno della Val Gardena.

Sono ancora numerose le caratteristiche dell’Alto Adige che ci consentono di conoscere in maniera più approfondita la cultura e le tradizioni di questo territorio. Anche la cucina è un significativo esempio di tradizioni e usanze del passato. I prodotti tipici dell’Alto Adige si distinguono ormai da generazioni per la loro genuinità e la ricchezza dei sapori autentici.

Un viaggio in Alto Adige saprà condurvi in una terra tutta da scoprire, che è capace di raccontarsi ad ogni angolo, stupire in ogni stagione e che costituisce, sin dalla notte dei tempi, fonte d’ispirazione per artisti e poeti.

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