Per trecento giorni all’anno qui da noi splende il sole molto più che nel resto dell’arco alpino. Ci regala calore, gioia e serenità. Trasforma la nostra terra, a ogni inizio di primavera, in un mare di fiori e nella Val d’Adige soffia una brezza dalle fragranze mediterranee. In autunno le campagne prendono le morbide tinte dorate della frutta matura e il profumo del vino di ottima qualità che viene qui prodotto.
I vigneti in città Bolzano è letteralmente affondata nel verde: circa 300 ettari di vigneti la circondano e si insinuano fra le case. L'uva arriva a ben 27 cantine che producono vini DOC pluridecorati.
Re Laurino e il Catinaccio Ogni giorno, all'ora del crepuscolo, in tutte le stagioni risorge il Regno di Laurino, il Giardino delle Rose (Rosen-garten) dominato dalle cime del gruppo dolomitico del Catinaccio colorate di rosa intenso dalla luce del sole al tramonto. Uno spettacolo naturale da non perdere.
Tra palme e ulivi Sulle pendici della conca cittadina si snoda una rete di passeggiate fiancheggiate da una vegetazione tipicamente mediterranea. Le passeggiate del Guncina e di Sant’Oswaldo sono le due perle: due terrazze sulla città circondate da palme, magnolie e cedri.
Le piramidi di terra - Renon Il fenomeno geologico più singolare dell'altopiano di Renon, sovente preso come simbolo di esso, è quello degli alti pinnacoli di terra sovrastati da un masso che vengono chiamati piramidi. Si tratta, peraltro, di un fenomeno assai diffuso nell’intera regione, sia in provincia di Trento (Segonzano), che in quella di Bolzano (Terento, Meltina, Collepietra, Tirolo). Sul Renon lo troviamo nelle località di Monte di Mezzo, Soprabolzano ed Auna di Sotto. Le piramidi con il loro caratteristico masso (quelle che lo perdono sono destinate a sicura scomparsa in breve tempo) non mancano di impressionare e stupire chi lo osserva per la prima volta. E come si formano? Esse sono incise in materiale morenico e vengono create dall’erosione dovuta alla pioggia e alla sciolta della neve. I grandi massi proteggono la porzione di terreno immediatamente sottostante e così l’erosione viene rallentata, per cui si forma la colonna che sorregge il masso. Quando, per ulteriore erosione, la piramide si assottiglia tanto da non poter sostenere più quel peso non indifferente, il masso crolla e la colonna, non più protetta, si disfa inevitabilmente. Il materiale morenico deve presentare, affinché si formino le piramidi, delle caratteristiche particolari. La sabbia ed il limo che conferiscono impermeabilità al deposito morenico devono essere mescolati con ciottoli e sassi nelle giuste proporzioni: troppi ciottoli renderebbero permeabile la morena che si imbeverebbe franando facilmente, mentre la sovrabbondanza di materiale minuto renderebbe il deposito poco consistente. È molto importante anche la composizione chimica del deposito: le morene che danno piramidi derivano dal disfacimento dei porfidi, graniti e gneiss, senza calcari, dolomie e marne; le prime darebbero luogo a fenomeni di cementazione che renderebbero il deposito troppo resistente, mentre il materiale argilloso provenente dalle marne non darebbe sufficiente consistenza. Le piogge devono essere piuttosto intense e distribuite in pochi giorni dell’anno per dare al sole il tempo di asciugare completamente la morena. Devono essere assenti venti costanti che potrebbero inclinare la pioggia, rendendo inefficace l’azione protettiva del masso che funge da "cappello". È importante anche la forma di quest’ultimo: se, infatti, fosse troppo arrotondato, le gocce d’acqua lo agiterebbero scavando il deposito sotto di esso e lo farebbero così cadere. Le piramidi di Soprabolzano, che si vedono molto bene dalla funivia, si trovano nella valle di Rio Rivellone, tra i 750 ed i 1050 metri; si possono raggiungere a piedi da Soprabolzano e da Costalovara mentre un altro gruppo, sito un po' più in basso, si raggiunge più agevolmente risalendo la valle da Signato. Le piramidi di Monte di Mezzo si riescono a vedere bene da Longomoso e si possono raggiungere a piedi pigliando il sentiero 24 blu. Sono site ai due lati della valletta del Rio Fosco, che separa gli abitanti di Longomoso e Monte di Mezzo. Meno conosciute sono le piramidi di Auna di Sotto, che si raggiungono partendo dall’abitato e andando verso l’incisione del Rio di Castero. Stanno sul versante destro della valle, nascoste dalla vegetazione, ed hanno un caratteristico colore grigio-cenere, mentre le altre sono rossastre.
Le piramidi di terra - S.Genesio Le piramidi sono formazioni geologiche dell'ultima era glaciale. Il terreno argilloso di colore rosso si stacca franando al di sotto dei prati e dei boschi e si formano le piramidi di terra. Lo smottamento proviene dal rio Margherita, che scorre nella Val d'Adige verso Siebeneich (Settequercie).
Acero di montagnapresso l'albergo Tomanegger Circonferenza del tronco: 1,7 m, 3,0 m, 1,8 m. Altezza: 18 m Diametro della chioma: 18,5 m Età: circa 300 anni L'acero di montagna è vicino all'albergo Tomanegger, che si trova a metà strada tra S. Genesio e Flaas (Valas o Velasio). La chioma è molto ampia e rigogliosa. Questo albero è particolarmente bello per la sua vitalità e la colorazione autunnale.