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Parco Naturale Sciliar Catinaccio ed il centro informativo Steger Säge

Una meraviglia dell’Alto Adige è il Parco Naturale Sciliar – Catinaccio, che copre una superficie di 6.795 ettari. Punta Santner e Punta Euringer sono le mete più affascinanti e conosciute dello Sciliar. Il Catinaccio, regno di re Laurino, è entrato a far parte della tutela del Parco nel 2003. Il punto più alto del massiccio dello Sciliar è il Monte Pez a 2.564 metri, dal quale si ha una splendida vista panoramica persino sulla città di Bolzano. Poco prima della cima si arriva al rinomato rifugio Bolzano: da qui la vista ed il panorama sono indescrivibili … Si vedono l’Alpe di Siusi e la Val Gardena; di fronte si riconoscono il Sassolungo ed il Sassopiatto. A destra la nostra vista incontra la Val di Fassa ed il Catinaccio!!!

Lo Sciliar al tramonto si tinge di arancione

Il Parco è suddiviso in differenti ambienti naturali, ognuno caratterizzato da fauna e flora ben specifiche.


Verso Siusi, Fiè e Tires lo Sciliar è costituito da boschi misti di conifere. A Castelvecchio si riconoscono zone boschive di abete rosso. I cirmoli si trovano all’ingresso della gola dello Sciliar, verso Fiè. Il laghetto di Fiè, particolare angolo di questo Parco, è circondato in prevalenza da pino silvestre. Il Monte Cavone (1.743m) è ricoperto da un variegato bosco di abeti rossi, larici e pini silvestri. Tutte queste varietà donano una molteplicità di colore e morbide sfumature di verde intenso in estate che in autunno si trasforma in un’esultanza di arancione, giallo e rosso quasi ad infuocare la montagna.

Numerosi fiori, alcuni rari come il rododendro, colorano da primavera ad estate le distese di prati del Parco. I primi a dar vita a questa magnifica fioritura sono la sassifraga, le soldanelle, gli anemoni e i crochi.

Un ambiente così ricco e così variegato è ancora il rifugio per diverse specie di animali. Nel Parco si avvistano di frequente branchi di camosci e alzando lo sguardo verso il cielo sempre di un azzurro intenso, si scorge il maestoso volo dell’aquila reale che nidifica all’interno di questa zona protetta. Non solo, le pareti dello Sciliar, sono rifugio e territorio di nidificazione anche per rondini montane, rondoni alpini, corvi imperiali e gracchi alpini. In vicinanza delle baite e delle malghe si sono diffusi abbondantemente l’ermellino e il codirosso spazzacamino.

La fortuna più grande è quella di poter ancora oggi osservare alcune piante endemiche, come il raponzolo chiomoso delle Dolomiti, sopravvissute al periodo glaciale, grazie al fatto che le pareti del massiccio dello Sciliar si ergevano al di sopra del livello di scorrimento del ghiaccio.

Il visitatore, osservatore scientifico o turista, potrà godere di profumi, colori di specie più o meno rare, ma sempre affascinanti!

 

Centro Informativo Steger Säge

In località Bagni di Lavina Bianca, il Centro Visite ha sede in una vecchia segheria veneziana di oltre 400 anni, azionata da un mulino ad acqua. Il complesso è formato da due corpi distinti, che offrono informazioni culturali ed ambientali ed è un vero e proprio museo etnografico. La segheria è stata completamente restaurata ed è ora perfettamente funzionante ed è stata ricostruita l’antica area abitativa formata da stube, stanza da letto e cucina.

Il settore naturalistico prevede una sezione geologica e cartografica di assoluto interesse scientifico, per le particolari caratteristiche del massiccio dello Sciliar. Vi è inoltre una sala proiezioni dove visionare filmati per approfondire le conoscenze naturalistiche del Parco.


I comuni del Parco Naturale:

Comune di Castelrotto
Piazza Krausen, 1
39040 Castelrotto
Tel.: 0471711500

Comune di Fiè allo Sciliar
Via del Paese 14
39050 Comune di Fiè allo Sciliar
Tel.: 0471-725010

Comune di Tires
Via San Giorgio 38
39050 Tires
Tel.: 0471-642123


Ecco un elenco delle tematiche collegate:
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