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Il volontariato

Paesaggio diverso

Chi risale la valle dell’Adige, meglio se osserva dal finestrino del treno, appena entra in Alto Adige si accorgere subito che il paesaggio è cambiato. Le cuspidi dei campanili, spesso molto allungate e svettanti verso il cielo, lo stile delle case, la geometria dei campi coltivati, i masi dispersi anche a mezza costa, le chiesette facenti capolino dall'alto, il paesaggio nel suo insieme, tutto denota un ambiente incantevole e dotato di forte peculiarità. Originatasi come?

Insediamento distribuito
Se le popolazioni latine preferiscono vivere nei borghi, le genti nordiche non disdegnano un'esistenza abbastanza isolata nelle piccole frazioni e nei masi dispersi. Grazie a questa atavica cultura queste genti disperse hanno come noto apportato grandi benefici all'ambiente in quanto hanno curato in loco boschi, prati, corsi d'acqua, spento incendi e prevenuto altri disastri ormai da molti secoli. Se ancora oggi possiamo godere di questi meravigliosi paesaggi di alta montagna lo dobbiamo certamente a loro. Ma come hanno potuto vincere la quotidiana sfida contro gli elementi di questa natura selvaggia?

L'associazionismo
Nell'unico modo possibile : la cooperazione, l'associazionismo e un forte senso della comunità.
Fino al punto che queste propensioni sono ormai entrate nel loro DNA e si sono concretizzate in numerose istituzioni, unioni, associazioni basate sul volontariato e quindi autonome dagli apparati pubblici, ma con essi intimamente integrate. Ma come? E' un fatto di cultura.

Ehrenamt
Ciò che normalmente i media italiani chiamano “volontariato”, quelli di lingua tedesca definiscono “Ehrenamt”, che etimologicamente significa “ufficio onorifico” o “carica onorifica”. Carica o ufficio assegnati da chi ? Dalla comunità locale, quale insieme integrato, secondo originali e tipici rapporti, di istituzioni popolari , associazioni (es.: Bauernbund) ed enti pubblici. Se tutti riconosciamo la grande importanza del volontariato, allora bene hanno fatto i tirolesi incominciando a battezzarlo con un nome che lo onora e valorizza.
E i risultati sono considerevoli e soprattutto appariscenti.

I servizi per il turista
Chi voglia godere appieno del potenziale turistico di questa terra non si limiterà a gustarne le eccellenti piste da sci, o il comfort dei diversi alberghi, cercherà anche di godere delle emozioni e sensazioni che suscita il paesaggio circostante. Ci si accorgerà allora che non esiste comune o località di una certa dimensione, dove non esistono rispettivamente la sede del proprio locale :

  • Verschoenungs verein , dove Verein significa unione o associazione e “Verschoenungs” per l'abbellimento del luogo (cura aiuole, panchine, ecc.) ;
  • Tourismus verein, o “Info point”, dove addetti spesso del posto forniscono tutte le informazioni utili al turista di un'offerta che ogni anno parzialmente si rinnova : eventi, manifestazioni, gite ecc.
  • sezione degli “Schuetzen” , termine che significa “tiratori”, ma indirettamente anche “protettori” (Schuetz haus significa rifugio);( se vuoi approfondire vedi <>→ Andreas Hofer..../ <4>Schuetzen)
  • sezione Alpen verein AVS , il CAI tirolese, che traccia e manutiene i sentieri locali e ne cura la segnaletica, continuando così un'antica tradizione dei masi di montagna (se vuoi approfondire → I masi dei baiuvri / <3> le reti di sentieri).; a volte poi, è proprio lo stesso figlio del gestore del maso, iscritto all'AVS, che cura i sentieri che portano al maso di famiglia e quindi alla relativa locanda.
  • banda musicale
  • corpo dei pompieri volontari;

Il folclore
Non è un caso se questo termine italiano è basato su quello tedesco “Volk”. Tutti questi organismi popolari hanno loro divise tradizionali che presentano al turista in occasione di sfilate o altre manifestazioni o rievocazioni storiche, organizzate in occasione di festività o altre ricorrenze.

Modello organizzativo “bottom up”
La natura insegna che spesso una forma di vita può continuare e rinvigorirsi solo se può convivere in simbiosi con altre e che queste poderose interrelazioni nascono dal piccolo, dalle radici e arrivano poi a generare realtà poderose, come ad esempio enormi foreste. Lo avevano capito molto bene i “Bauer” tirolesi, visto che le hanno salvate ed evolute in meravigliosi boschi, a disposizione del turista di oggi..
Senza nulla togliere alla bellezza del paesaggio, questa è la forza e la peculiarità del sistema turistico tirolese.
Un modello organizzativo, che sfrutta magistralmente le simbiosi fra attività agricole, artigiane e commerciali con il turismo, e proprio per questo basato sul principio di sussidiarietà, o detto in altri termini del tipo “bottom up”.

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