Bressanone Nel territorio della futura Bressanone la presenza umana risale ad oltre 10.000 anni fa. I primi insediamenti infatti si ebbero già nel mesolitico e poco dopo la nascita di Cristo legionari romani e proprietari di ville erano ormai accasati alla confluenza dell'Isarco e della Rienza. Alla località diedero il nome di "Pressena" o di "Brixina", che significa: "Insediamento su di un'altura".
Il piccolo abitato registrò un salto di qualità quando nel 901 i vescovi di Sabiona ebbero in dono la vasta conca valliva brissinese, dove si trasferirono definitivamente attorno al 960. Dopo la costruzione del Duomo, della Parrocchiale e del Palazzo Vescovile Bressanone si avviò a diventare città; nel 1150 circa fu munita di mura. Attorno al 1500 era una città piccolina; contava infatti appena 2000 abitanti. Ma era già un'importante sede vescovile, sita com'era a cavallo fra il mondo tedesco e quello italiano. Fino al 1803 Bressanone fu la capitale di un principato ecclesiastico e dal 1363 entrò in stretto rapporto con la circostante contea asburgica del Tirolo. La cultura del Rinascimento vi lasciò delle tracce inconfondibili, ma fu soprattutto il barocco a dare una sua impronta particolare al tessuto architettonico della città. Negli anni 1745-58 il Duomo subì un rifacimento radicale. La residenza e sede amministrativa del vescovo si trasformò sempre più in uno sfarzoso palazzo principesco.
Nel 1867 la città ebbe la sua stazione ferroviaria lungo la nuova linea del Brennero e attorno al 1900, dopo Merano e Gries, divenne l'emergente centro di cure del Tirolo meridionale. Durante la prima guerra mondiale Bressanone, trasformata in città di guarnigioni e di lazzaretti, visse un brutto momento; poi nel 1919, assieme al Tirolo a sud del Brennero, passò sotto la sovranità del Regno d'Italia. Il ventennio fascista e il secondo conflitto mondiale comportarono un periodo di depressione nazionale ed economica; in seguito alle opzioni del 1939 furono circa 3500 i brissinesi che si trasferirono nel Reich germanico. Dopo il 1945 ci fu una lenta ripresa che si consolidò soprattutto a partire dal 1960. Molti cittadini subirono il trasferimento della sede episcopale da Bressanone a Bolzano (1964) come uno smacco inferto al glorioso passato della città; la congiuntura favorevole del turismo e dell'economia ha in parte controbilanciato la situazione. Comunque Bressanone è tuttora il punto di riferimento della popolazione cattolica sudtirolese. Il consistente incremento degli abitanti in città e circondario (6.500 nel 1910 e 18.000 nel 1998) ha permesso uno sviluppo positivo dei singoli settori economici. Grazie all'apertura della facoltà di Scienze dell'Educazione dell'università di Bolzano (1998) la città ha potenziato la sua già vasta offerta in campo formativo. Il futuro di Bressanone si va profilando all'insegna dell'interazione fra cultura, turismo e innovative branche economiche sulla base di un emergente paesaggio culturale e di una fisionomia urbana cresciuta e maturata nel corso dei secoli.