Dalla preistoria all'epoca moderna, qui c'è di tutto per gli appassionati d'arte. Nei pressi di Corces sorge la vetusta s. Egidio, in un suggestivo e primitivo panorama. A Covelano, il gotico celebra il suo trionfo nel trittico di S. Martino. E l'antica volta gotica a costoloni, nella Cappella di Valpurga - subito accanto - è la più bella della valle. La vivacità del barocco negli interni dalla Chiesa Parrocchiale di Silandro. Le residenze testimoniano l'orgoglio cittadino.
Classico il cortile interno rinascimentale del castello di Silandro. Ed una salita alla Rocca del monte Schlandersberg conviene già per la magnificenza del panorama.
MONUMENTI STORICO-ARTISTICI Silandro. Il luogo appare nominato per la prima volta nei documenti il 13 giugno 1077. Il 4 giugno '96 Silandro è diventato comune.
La chiesa parrocchiale di S.ta Maria Assunta e la cappella di S. Michele, furono ricostruite dopo un incendio avvenuto nel 1499, consacrata nel 1505 e restaurate in stile neo-barocco. Il campanile della chiesa parrocchiale è l'emblema di Silandro, oltre ad essere il campanile più alto del Tirolo (97 m).
Interessante è il fatto che questo campanile, eccezionalmente appuntito, sia stato costruito pendente verso ovest, probabilmente per meglio resistere ai venti provenienti dalla piana di Lasa.
Spitalkirche La chiesa è una costruzione gotica dell'inizio del XIV sec. Anch'essa è stata distrutta dalle fiamme nel 1499. Nel 1514 è stata ricostruita e dotata di una torre a punta. All'interno della chiesa si trovano degli affreschi del XIII e XVI sec. Consacrati alla S.S. Trinità.
S. Egidio La chiesetta è stata costruita 700 anni f`à, sulla parete esterna rivolta a sud si trova un affresco del XIII sec. che rappresenta S. Cristoforo.
Chiesa Parrocchiale di S. Martino Fino al 1212 la chiesa era di proprietà dei Signori di Vanga, fino ad allora era centro ecclesiale del feudo, sono da vedere i trittico del XV sec., l'altare maggiore barocco e il tabernacolo del '700.
Vezzano La prima località vinicola della Val Venosta, già nel 1170 la zona veniva coltivata dai monaci del monastero Marienberg.