Falzes - Terento Fu proprio grazie al clima favorevole che si ebbero in questa zona i primi insediamenti. A Terento furono trovate delle punte di lancia risalenti a 4000 anni fa e Falzes, che deriva dal latino "Palatium", nell'età romana era un castello. Subito dietro inizia il sentiero dei mulini, il quale mostra come gli uomini del tempo seppero sfruttare le forze della natura. I mulini per il grano funzionano ancora e fanno capire ai visitatori quanta fatica costava ai contadini preparare il pane quotidiano. I dintorni hanno un'altra particolarità da offrire: l'abete rosso a forma di colonna tra Terento e Falzes, l'unico per quest'arte in tutto l'Alto Adige.
Gais - Villa Ottone La chiesa parrocchiale di San Giovanni a Gais è una delle più degne espressioni di arte edile romana di tutta la Val Punteria. Nella medioevale "Pflegerhaus" (Casa del Curatore) visse nel 1425 uno speciale curatore: Oswald von Wolkenstein e più tardi, durante la Seconda Guerra Mondiale, soggiornò di nuovo qui un altro poeta: Ezra Pound, che vi trovò un sincero rifugio. Qui passeggiarono i re della Sassonia, qui sostò Napoleone e proprio qui Hermann von Gilm compose i suoi versi. Un ambiente in cui costumi e religione sono strettamente fusi e dove l'amor patrio viene scritto in grassetto. Nella festività di Ognissanti girovagano i "Pitschelesinger", le usuali processioni domenicali, e quando a Molini pende dall'alto tronco il "Kirchtagsmichl" (Michelino del giorno di festa), allora per tre giorni interi in paese succede di tutto, alla presenza di molti ospiti festanti e di variopinte bande musicali.
Monguelfo – Tesido In questa località gli uomini si insediarono volentieri già in età remota. Esattamente qui i romani innalzarono il loro castello, il quale aveva un insediamento ai suoi piedi. In loro memoria ricordiamo oggi la "Via Romana", la quale conduce fino a Dobbiaco. Nel 1140 il cavalier Welfo costruì proprio in questa località il suo castello, il quale è conosciuto per essere il più antico di tutta l'Alta Pusteria. In un incendio andarono distrutte alcune parti di esso, ma oggi, grazie ad un'amabile opera di restauro, è nuovamente aperto ai turisti ed è divenuto un magnifico posto per molte manifestazioni. Qui fu terreno fertile per molti artisti. Paul Troger (1698 - 1762), illustre pittore dell'età barocca, ha vissuto qui e Simon von Taisten (ca. 1460 - 1530), il cui vero nome era Simon Marenkl, era un famoso affreschista della zona. Più tardi, nel passaggio da un secolo all'altro, due eminenti artisti, Hugo von Hoffmannsthal e Arthur Schnitzler, visitarono Monguelfo. Entrambi si trovarono qui per vacanza. Hoffmannsthal rimase profondamente impressionato dalla straordinaria bellezza del luogo e proprio davanti ad una vista panoramica portò a termine la sua poesia, "Vor Tag".
Valle di Casies Originario della Val Casies è Padre Joachin Haspinger, padre cappuccino che contribuì nel 1809 alla vittoria dei tirolesi su francesi e bavaresi al Bergisel (nelle vicinanze di Innsbruck).
Rasun d'Anterselva I resti di un insediamento venuti alla luce recentemente testimoniano che la zona di Rasun e della Valle d’Anterselva era abitata già all’incirca nel 55 a.C., anche se il ritrovamento di un ascia neolitica dimostra che il territorio era già abitato in epoche precedenti. Per trovare documenti ufficiali su Rasun dobbiamo andare al 1050 d.C., quando il nome era Resine (o Resina) e in tempi successivi Rasene.
San Lorenzo di Sabato In questa località abitavano anticamente i "Reti", che già allora avevano capito quanto fosse strategica questa posizione. I Romani, i nuovi signori di Sävaten, arrivarono qui nel 15 avanti Cristo e proprio qui rimase fino al V secolo l'accampamento di "Sebatum"; lo ricordano chiaramente ancora oggi una pietra miliare, resti delle costruzioni civili e molte monete del tempo. Con la cristianizzazione l'insediamento venne consacrato a San Lorenzo - "Laurentius"- ed il nome sopravvisse a tutte le vicissitudini dei secoli successivi. Nel Medio Evo le sorti della zona furono determinate, nel bene e nel male, dai castelli di San Michele e di "Sonnenburg", nei quali signoreggiavano i conti della Pusteria e di Lurn. Proprio in queste corti vennero prese tutte le principali decisioni sulla Pusteria.
San Vigilio di Marebbe - Al Plan San Vigilio di Marebbe si trova nel cuore delle Dolomiti in una zona in cui la lingua e la cultura ladina si sono conservate fino ad oggi e dove, ancor oggi, il ladino è la lingua parlata. Per poter chiarire la provenienza e l'origine della lingua ladina bisogna andare indietro di secoli nella storia. I primi insediamenti nella Valle di Marebbe risalgono ai primordi di origine veneto - illirica. Intorno all'anno 15 a C., allorché i Romani iniziarono ad assoggettare le popolazioni retiche, gli abitanti di questa vallata acquisirono i costumi e la lingua di Roma, in cui prevalsero più tardi elementi del latino volgare. Detta lingua, che viene parlata anche nelle valli dolomitiche, nel Friuli ed in Engadina, è rimasta pressoché inalterata rispetto all'idioma di allora. Da qui l'appellativo di "retoromane" per le popolazioni che tutt'oggi la parlano. Verso l'inizio del secolo XV la vallata passò sotto l'egemonia dei Conti del Tirolo. A San Vigilio venne stabilita la sede giurisdizionale per le valli di Marebbe e Badia. All'epoca delle guerre per la liberazione del Tirolo (1797) spicca la figura di Caterina Lanz, ricordata in seguito come la "Ragazza di Spinga". Si narra infatti che, accanto al recinto del cimitero dell'omonimo villaggio, essa sia riuscita a tenere testa ad un drappello francese, armata soltanto di una forca da fieno e del proprio coraggio.