Già gli antichi germani sapevano che qui si vive magnificamente. E chi ci ha visitato almeno una volta, ne conosce tutti i motivi. Una regione di montagna contraddistinta da una pace quasi serafica. Baciata dal sole e con un clima sempre temperato, in estate e in inverno. Tutto l'anno, infatti, da noi è stagione di vacanze.
In primavera la natura sembra riesplodere con una cascata di frizzante vitalità. In estate, prati rigogliosi e boschi ombreggianti invitano alla quiete e al relax. In autunno distese di foglie aggingono pennellate di colore all'altipiano. In inverno, l'aria fredda e chiara riempie i polmoni mentre la neve ricopre colline, pareti e cime. Come potete capire, una vacanza nella regione del Catinaccio-Latemar vale sempre, in ogni stagione.
Tra i dorati riflessi. Una policroma distesa fiorita. Il soleggiato altopiano dominato dai massicci di Catinaccio e Latemar comprendente pure i paesi di Nova Ponente, Ega, Obereggen e Monte S. Pietro, è indubbiamente una delle zone più incantevoli dell'intero arco alpino. Qui la stagione nel vario alternarsi dei suoi momenti si protrae per dodici mesi all'anno. Il periodo più bello è tuttavia quello che saluta l'arrivo dell'estate. Mentre ancora sino a Pasqua nello Ski Center Latemar imperversano sci e tavolette da snowboard, sotto gli ultimi candidi residui del disfacentesi manto invernale fresca ed intatta la natura si risveglia dal lungo letargo. Di lì a qualche settimana pascoli e prati sono già una policroma distesa fiorita intenta a rivaleggiare per fascino e malia con l'imponente Catinaccio e il re Laurino. Il giallo carico del trollio, l'azzurro intenso della genziana, il rosso acceso del giglio selvatico, le variegate tinte delle diverse specie di campanule e di mille altri fiori invitano a tuffarsi nella fantasmagoria di colori della flora alpina, esuberante nella fragranza dei suoi aromi. La nostra valle si presenta come il luogo ideale per chi realmente ama la natura.
L'orrida bolgia dantesca L'ingegnosa forza creatrice dell'acqua è in grado di plasmare degli autentici capolavori. É il caso dell'impressionante gola entro la quale si snodano i primi 4 km della Val d'Ega, il cui ingresso è sovrastato e dominato dalla leratica presenza di Castel Cornedo. Si tratta della più affascinante gola porfirea dell'intero arco alpino, un'angusta e profonda forra che richiama l'orrido di certe bolge dell'Inferno dantesco. Un baratro solcato unicamente dal torrente che l'ha scavato e dalla strada realizzata nel 1860.
Piramidi naturali Si tratta di singolari formazioni geologiche originate da erosioni moreniche che risalenti all'era glaciale. Le più famose si trovano sull'altopiano del Renon. In Val d'Ega si possono ammirare sul versante destro della valle - a sinistra per chi sale da Bolzano - nei pressi di Gummer/S. Valentino. Queste lievi, agili e slanciate colonne di terra che si assottigliano verso la cima, sovrastata da un pesante macigno, raggiungono l'eterea perfezione e la metafisica levità di certi capolavori dell'arte gotica.
I capolavori d'arte della natura Cattedrali e duomi gotici sono opere imperiture architettate dallo spirito e dall'ingegno umani. Pure la natura s'è cimentata in veste d'artista realizzando opere uniche, rare e monumentali, forgiando guglie e pareti dolomitiche, piramidi naturali, fantasiose ed elaborate stalattiti e stalagmiti, forre, gole, cascate, modellando i reperti geologici e fossili e plasmando piante dalle forme bizzarre ed astruse.