Sesto Il nome Sexten (Sesto deriva dal numero Sei, in latino "sexta". Nell'anno 965 ritroviamo il nome Sesto per la prima volta a designazione di una malga.
La prima guerra mondiale Crudele fu il destino di Sesto nella prima guerra mondiale, che ebbe qui in questa idilliaca vallata uno dei suoi teatri più sanguinosi. Gli strenui combattimenti per il dominio della Croda Rossa, delle Tre Cime di Lavaredo, del Monte Covolo sono pagine indimenticabili nella storia del paese. Allo scoppio della guerra con l'Italia, il tratto di confine con la valle di Sesto non poté essere difeso che da una sola compagnia di riservisti.
Innumerevoli sono le imprese di valore che si ebbero dall'una e dall'altra: vi si distinse in particolare Sepp Innerkofler, che con la sua "pattuglia volante" dette molto filo da torcere alle truppe italiane, finché non cadde egli stesso nel vano tentativo di riconquistare il Monte Paterno.
Tutta la zona lungo il fronte fu gravemente colpita dalla guerra: il Comune di Sesto fu quello che sofferse maggiori danni in tutto l'Alto Adige, anche i morti furono molti: 54 uomini, che rappresentavano il 4 % della popolazione del Comune.
Nel novembre 1918 le prime truppe italiane entrarono a Sesto attraverso il Passo Monte Croce Comelico.
Il settembre 1919 si parlò della questione altoatesina, e nell'ottobre 1920 l'Alto Adige (allora Südtirol) fu annesso all'Italia.
Villa Bassa Villabassa e l'Alta Pusteria hanno avuto un ruolo pionieristico, iniziato già 150 anni fa, nello sviluppo turistico della regione tirolese. Il villaggio alpino adagiato nel verde dei boschi e circondato da numerose località termali, divenne ben presto una meta ideale di vacanza estiva.
La scoperta delle Dolomiti di Sesto e di Braies da parte dei primi appassionati alpinisti intorno al 1869 ne fece la base ideale di ardite escursioni in quel mondo sconosciuto e incantato. Nel 1871 la "ferrovia meridionale" la collegava al resto del mondo europeo, rendendola facilmente accessibile, ad appena 12 ore di treno, anche dalle grandi città settentrionali come Vienna o Monaco di Baviera.
Villabassa, il "tranquillo villaggio agricolo alpino con le sue graziose casette" divenne ben presto il centro di irradiazione del boom turistico che rapidamente si diffuse in tutta l'Alta Pusteria.