Le popolazioni ladine delle Dolomiti sono distribuite per quattro Valli che diramandosi dalle pendici del Gruppo del Sella danno vita alla "Sella ronda" o giro dei quattro passi, famoso percorso sciistico. Una di queste é la Val Badia situata proprio nel cuore delle Dolomiti e culla della storia, cultura, tradizione e lingua ladina. Ancor oggi, infatti, nella vita quotidiana viene costantemente fatto un forte riferimento alle radici del passato.
Le Dolomiti, di origine sedimentaria calcarea e corallina prendono il nome dal loro scopritore, il geologo francese Déodate Guy Silvane Tancrède de Grandet, signore di Dolomieu che alla fine del Settecento fece questa incredibile scoperta.
Duecento milioni di anni fa al loro posto si estendeva un mare caldo e poco profondo chiamato "Mare della Tetide". La deposizione di detriti di origine minerale ed organica diede vita col tempo a delle masse rocciose che cominciarono ad emergere verso il principio dell'etá terziaria. Circa due milioni di anni fa vi fu il primo fenomeno di glaciazione che ricoprí l'intero territorio di una spessa coltre di ghiaccio. Si alternarono poi varie fasi di clima caldo e glaciale, durante le quali l'intero perimetro dolomitico subí varie trasformazioni fino ad assumere l'aspetto odierno che risale a circa dodicimila anni fa. Agenti climatici ed esterni, nel corso degli anni seguenti hanno contribuito a delineare quei "GIOCHI" di linee e di forme che rendono le Dolomiti uniche al mondo.
La roccia dolomitica, denomitata "dolomia" è quindi ricca di fossili facilmente rinvenibili e di vari elementi minerali. Proprio la diversa presenza di tali minerali è la causa prima per la quale le Dolomiti assumono colori diversi che variano dal rosa alle tonalitá piú accese, dal giallo, al grigio. Durante il tramonto tali colori si accentuano fino ad "infuocare" le sagome delle montagne. Questo fenomeno assolutamente unico, di incredibile bellezza e suggestione prende il nome ladino di "enrosadira" che nel corso degli anni è stata spunto di numerose leggende e storie fantastiche.
Prima della presenza stabile dell'uomo, le valli ladine e quindi la Val Badia erano popolate unicamente da una ricca selvaggina, ghiotta preda dei cacciatori mesolitici. Nel 1987, infatti, si é avuto presso una grotta delle "Conturines" a ben 2800 metri di altezza uno straordinario ritrovamento, unico in tutto il territorio dolomitico: sono stati rinvenuti i resti dell' "ursus speleus", un grosso esemplare di orso estintosi durante l'ultima glaciazione.
I primi insediamenti umani stabili nella Valle risalgono alla media etá del bronzo, tra il XVI ed il XIII secolo a.C. e sono testimoniati da importanti rilevamenti archeologici avvenuti negli ultimi anni presso la localitá di "Sotcíastel" a Pedraces/San Leonardo. Si trattava di popolazioni preindoeuropee (celti) che, andando incontro ad iniziali avversitá climatiche e logistiche e sfruttando le protezioni naturali riuscirono ad insediarsi stabilmente. Da tali ritrovamenti si é potuto constatare che queste genti erano dedite alla pastorizia, alla lavorazione della ceramica ed alla tessitura.
In seguito queste popolazioni verranno comunemente chiamate Retiche ed a loro si deve l'introduzione di molte attivitá quotidiane ancora oggi presenti nella comunitá di Valle come la coltivazione del miglio, dell'avena e la lavorazione dei latticini, alimenti fondamentali della cucina ladina.
Con le invasioni romane avvenne il primo grande cambiamento: per la prima volta venne introdotta una vera e propria organizzazione politica ed amministrativa e soprattutto grazie alla fusione del linguaggio retico con il latino "volgare" parlato dai conquistatori naque il ladino: lingua romanza che in tutte le valli ladine si è tramandata fino ai giorni nostri grazie alla difesa naturale che il territorio ha innalzato nel corso degli anni contro tutte le invasioni esterne. Durante l'impero Romano il territorio ladino si estendeva dai Grigioni all'Adriatico, ma questa unione venne man mano sgretolandosi con l'invasione dei Bavari che introdussero una cultura di tipo germanico.
Una data fondamentale per la vita amministrativa della Val Badia é il 1027, quando l'antica organizzazione venne sostituita da suddivisioni ecclesiastiche. In tal data, infatti, venne creato il Principato Vescovile di Bressanone che prende sotto la propria giuristizione il versante sinistro del Gadera, fiume che divide in due la Valle. La parte a destra, invece, faceva parte della Contea di Pusteria. Proprio in questo periodo fu coniato il nome "Badia" che deriva da "Ciastelbadia" un antico maniero-convento di suore benedettine situato presso San Lorenzo di Sebato.
Nel 1803 con l'adesione del versante sinistro del Gadera allo Stato Asburgico, l'intera Val Badia venne a far parte del Tirolo. Seguí un periodo tormentato quando la popolazione della Val Badia dovette far fronte all'invasione Napoleonica e si vide consegnata per breve tempo alla Baviera. L'avvento della Prima Guerra Mondiale fu devastante sia per la Val Badia che per le altre valli ladine. Le Dolomiti, infatti, per quattro lunghi anni furono luoghi di sanguinosi scontri e battaglie che portarono alla morte migliaia di soldati su entrambi i fronti. Si trattava soprattutto di una guerra di posizione dove il sopravvivere alle avverse condizioni climatiche e di vita a volte impossibili si sommava alla continua lotta ai cecchini, sempre all'erta. Ancora oggi tra i Monti Pallidi sono riconoscibili i resti e le ferite di quelle battaglie cruente che hanno visto nel Col di Lana, nelle Tofane ed in Marmolada i loro fronti piú sofferti.
Nel 1919 la Val Badia fu annessa al Trentino e quindi all'Italia. Avrá inizio un processo di italianizzazione che, peró, non riuscirá ad intaccare tra i ladini nè le tradizioni piú profonde nè la loro lingua.
Pioniere del turismo moderno in Val Badia è stato Franz Kostner, famosa guida alpina, che alla fine del secolo scorso, insieme al fratello Ojop scaló tutte le piú importanti vette tra cui l'Himalaya. Tornato in Val Badia con tutto il ricco bagaglio di esperienze raccolto durante i suoi viaggi, per primo comprese le grandi possibilitá che offriva la Valle. Ben conscio che lo sci sarebbe diventato uno degli sports piú amati e praticati, rese inizialmente la Valle raggiungibile con mezzi di trasporto fondando la "Societá automobilistica". Prima di allora in Val Badia si arrivava solo a piedi o a cavallo grazie alle diligenze.
Nel 1930 costruí a Corvara sul Col Alto il primo slittone d'Italia e nel 1934Cesco Kostner fondó la prima scuola di sci.
Da allora il tragitto è stato breve ed oggi la Val Badia viene di diritto riconosciuta tra le piú grandi zone sciistiche del mondo, caposaldo del Dolomiti Superski, in assoluto il piú vasto comprensorio sciistico al mondo.
Benessere e popolaritá non hanno, peró, intaccato le antiche tradizioni e la lingua ladina parlata tutt'oggi in Val Badia come nelle valli limitrofe.
Solo ultimamente questo lunguaggio, ritenuto a torto dialettale, è stato riconosciuto come lingua: in Val Badia e Val Gardena, le due valli ladine in Provincia di Bolzano, i ladini sono riconosciuti come terzo gruppo etnico e di conseguenza tutelati nel mantenimento della loro lingua e cultura.
Ne è conseguenza diretta l'insegnamento settimanale della lingua ladina nelle scuole, l'uso della lingua adottato nella Pubblica Amministrazione, la trasmissione radiofonica e televisiva di notiziari e trasmissioni in lingua ladina nonché l'uscita settimanale della "Usc di Ladins", giornale in ladino.
Questa nuova "coscienza dei ladini" é la conferma che, per queste genti di montagna, benché ultimamente abbiano beneficiato in larga misura dei vantaggi di un forte sviluppo ed incremento turistico, rimane ben radicata l'intenzione ed il desiderio di mantenere vive nel tempo la propria storia, lingua e cultura.